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Vineria e Ristorante

Un luogo di incontro per gli appassionati Winelovers di Roma Nord

La sede di Formello raddoppia: dallo scorso 4 maggio abbiamo inaugurato la nuova showroom che ospiterà le attività dell’associazione culturale “L’Angolo di Vin@mor” che oltre a corsi e degustazioni guidate, incontri con produttori e territorio, proporrà un ricco calendario di eventi riservati ai suoi appassionati soci.

Il vino si contaminerà con le espressioni della contemporaneità, arte, musica, letteratura ed happening teatrali scandiranno il tempo da passare insieme in questo nuovo spazio dedicato a tutti i winelovers di Roma Nord.

Siedi anche tu al tavolo dell’Angolo di VIN@mor

A chi desidera arricchire anche la propria pausa pranzo di qualità siamo lieti di offrire una nuova occasione di convivialità. Ai nostri soci dal lunedì al venerdi dalle ore 12.30 sarà servito a cura de IL CESTINO DELL’AGAPANTO ogni giorno un menu diverso caratterizzato dalla freschezza e genuinità di prodotti a chilometro zero.

La scienza conferma: ascoltare musica durante la degustazione influenza positivamente la percezione del vino

Vogliamo spendere qualche parola sulle prospettive che ci hanno spinto a valorizzare l’abbinamento vino-musica. Nel panorama delle iniziative culturali non mancano certo quelle che legano il vino alla musica, dove per altro proprio uno dei membri del nostro staff è stato l’artefice della nuova manifestazione dell’Estate Romana che nella suggestiva cornice del Chiostro di San Pietro in Vincoli ha dato vita a “Jazz&Wine” che propone vino e musica internazionale di qualità.

Ma le iniziative legate a “Sound of Wine” hanno una prospettiva diversa e una dimensione decisamente più profonda. Un privilegio riservato ai soci dell’Angolo di Vin@mor che potranno attraversare un nuovo percorso sensoriale alla scoperta di nuovi accordi. Un approccio innovativo che supera i confini della sfera culturale per inoltrarsi a piccoli passi nell’ambito scientifico.

La storia ci insegna che musica e vino hanno origini lontane e comuni. Troviamo tracce di una sorta di strumenti musicali già nel neolitico, proprio quando la casuale scoperta della fermentazione naturale della vite spontanea diede origine ai primi degustatori ancestrali. I reperti fossili di tralci di vite risalgono a 2 milioni di anni fa ma possiamo iniziare a parlare di vino solo da circa 7000 anni, epoca a cui risale la giara di terracotta del 5.100 avanti Cristo rinvenuta in Iran, che conteneva una sostanza secca proveniente da grappoli d’uva ed aveva una capacità di 9 litri. La produzione di vino su larga scala è invece iniziata intorno al 1.700 avanti Cristo nell’antico Egitto, ma dobbiamo attendere l’antica Grecia per trovare un primo sistema teorico di organizzazione dei suoni collegato a precisi riferimenti estetici e per assistere alla nascita della vera e prorpia cultura del vino come la viviamo ancora oggi.

Una sorta di specie in continua evoluzione originate da una cultura comune. Musica e vino vengono percepiti come due mondi paralleli che da sempre trovano occasioni per contaminarsi. E noi siamo da sempre favorevoli a degustare il vino ascoltando musica. Questo perché la musica è un fattore che favorisce la distensione. E per percepire un vino occorre essere distesi, molto diverso dal bere vino per distendersi.

Proprio come per l’abbinamento cibo-vino anche quello vino-musica si presta ad infiniti accordi, sempre diversi e dettati da specifiche sensibilità. Incontri definiti dal conoscere e dal sapere, esperienze sensoriali dettate dalle regole o dalle improvvisazioni che alimentano il proprio e personale senso del gusto.

Ma al di là delle proprie senzazioni su questo tema finalmente si è espressa anche la scienza. Per la prima volta un gruppo di ricercatori britannici ha dimostrato che la musica influenza il gusto. Il team della Heriot Watt University di Edimburgo guidato dal professor Adrian Nord non ha dubbi, siamo di fronte ad una svolta radicale: «All’interno della comunità scientifica è ampiamente riconosciuto che la musica influenza il comportamento, ma questa è la prima volta che è stato scientificamente provato che la musica può influenzare la percezione degli altri sensi e cambiare il modo in cui il vino si gusta».

La ricerca del dipartimento di psicologia applicata è incentrata sulla teoria del priming cognitivo, che ha dimostrato come la musica stimoli delle aree specifiche del cervello. Ora è stato dimostrato che quando degustiamo il vino ascoltando la musica queste aree del cervello risultano particolarmente attive e influenzano enormemente la degustazione. «La ricerca ha dimostrato – ha sottolineato il professor Adrian Nord – per esempio che quando si ascolta un certo tipo di musica, un vino come il Cabernet Sauvignon viene percepito al 60% più potente, ricco e robusto rispetto a quando si degusta senza la musica».

Non è poi così lontano il tempo in cui nei ristoranti stellati troveremo liste di vino con i loro ideali abbinamenti musicali. Per ora le prime e uniche indicazioni dal valore scientifico sono solo quelle risultate dalla ricerca dell’università scozzese, che oltre a raccomandare l’accompagnamento di uno Chardonnay con il brano “Atomic” di Blondie, la canzone “Sitting on the Dock of the Bay” di Otis Redding per un Merlot, la versione di Jimie Hendrix di “All Along the Watchtower” per gustare al meglio un Cabernet Sauvignon, sta continuando la sua ricerca approfondendo gli aspetti che riguardano l’influenza della musica nel processo di vinificazione.

Per evitare speculazioni commerciali su questo nuovo importante studio. i ricercatori hanno mantenuto il più assoluto riserbo. Le uniche rivelazioni riguardano il fatto che la ricerca durerà diversi anni, che viene condotta in tutti i continenti e che in una azienda cilena ora si suonano canti monastici nella convinzione che queste dolci vibrazioni miglioreranno la qualità del prodotto.

Per conoscere i risultati occorreranno quindi diversi anni e per ora sappiamo solo un’altra cosa. Se oggi dei pionieri appassionati si incontrano per compiere insieme i primi passi di una nuova era della degustazione e lo fanno in una zona industriale a nord della città eterna, significa che ormai le distanze tra la razionalità del mondo anglosassone e l’emotività mediterranea si sono decisamente ristrette.

About us

Quando ci si imbatte nelle pagine “Chi siamo” spesso nella narrazione si presenta una nuova avventura nata quasi per caso, a volte persino per gioco. Sgombriamo subito il campo, il nostro progetto non ha davvero nulla di casuale ed è frutto di un impegno caratterizzato dalla professionalità.

Lo staff di Vin@mor è composto da persone che da decenni hanno scelto di vivere fino in fondo la loro passione

 

Piero Presta è alla guida del team, sommelier AIS dal 1999 dopo una lunga esperienza maturata sin dagli anni ’80 nel mondo della ristorazione negli Stati Uniti. Sono trent’anni che visita cantine percorrendo il lungo e in largo non solo la penisola ma l’Europa intera alla ricerca delle prelibatezze dei territori.

 

Chantal Corso è una artista di lungo corso, ha esposto in Italia e all’estero raccogliendo numerosi riconoscimenti, è una appassionata del gusto, dal quale si lascia coinvolgere a tutto tondo, sia quando questo si esprime nelle forme visive, pittura, scultura, grafica e design, sia quando coinvolge a 360 gradi le altre esperienze sensoriali.

 

Massimo Gazzè è un pioniere delle nuove tecnologie applicate all’arte e alla cultura, nel 1995 ha curato la realizzazione della prima edizione interattiva dedicata a Salvador Dalì, prima di occuparsi anche di editoria tradizionale, dove in particolare nell’ultimo decennio si è dedicato al giornalismo enogastronomico.

Insieme danno vita a questo nuovo progetto che esattamente ad un anno dal lancio delle attività di commercio elettronico approda nel mondo reale con il nuovo spazio a Formello.

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Un luogo di incontro per gli appassionati Winelovers di Roma Nord La sede di Formello raddoppia: dallo scorso 4 maggio abbiamo inaugurato la nuova show more

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